I social sono come una grande discarica a cielo aperto dopo che ha vissuto uno spettacolare incendio. In tale discarica puoi trovarci anche i denti bianchi della carcassa del cane. C'è però qualche buon motivo per cui la discarica non ha esattamente la nomea e la fama di un bel panorama.
Uno dei motivi principali per cui i social vanno considerati una discarica incendiata è che grazie a decenni di televisione tutti si son convinti di essere fotogenici in qualsiasi momento, qualsiasi circostanza, qualsiasi formato di ripresa, di illuminazione, di ambientazione. Così, per trasmettere agli altri un messaggio per cui bastavano due righe scritte, fanno un video di interi minuti. Video in cui la povertà espressiva, l'inquadratura di ambiente e soggetto poco significativa, e ancor più la faccia di chi parla, amplificano ed esaltano la banalità del messaggio (o semplicemente banalizzano quel che c'era di serio da dire). Per carità, ci fa piacere che in tal paese africano certe suore stiano facendo un lavorone che non guadagnerà mai i titoli dei telegiornali. Ma per carità, non inquadratene i volti, non mostratene le facce rattrappite (in presunta preghiera o meditazione), non mostratene le insulse coreografie. Con le suore, l'unica inquadratura che funziona è di spalle da parecchi metri, mentre stanno in ginocchio davanti al Santissimo. Vederle in cucina e immaginarle mentre sudando imprecano mentalmente contro l'abito e il fazzolettone grigio topo che hanno in testa (bei tempi quando il velo era proprio un velo ed era nerissimo), non dev'essere una cosa particolarmente evangelizzante.
Al cattolicone moderno piace infatti esibirsi “popolare”. Come l'influenzerina ammiccante con frasette evangeliche in sovraimpressione ma fermamente intenzionata a valorizzarsi, cioè ad ammiccare, a trasmettere qualcosina di subdolamente sessuale, sia pure fra gonne lunghe e catene di rosario e santini in background. Concettualmente non differente da uno Zelenskij con l'abito da sniffatore di coca, uno Zuckerberg con la magliettina casual, una ragazzetta aspirante alla gloria con la ripresa stortina modello “poggio distrattamente qui il cellulare e clicco su avvia streaming”, con tutti gli uhm ehm beh di contorno.
L'Algoritmo mi offre poi il giovin pretino che pubblica pomposamente la grande notizia della balneabilità di tale spiaggetta con un profluvio di parole tale da obnubilare i miei momenti più logorroici. Alla fine sbaglia pure a scrivere il proprio cognome. Una gentile parrocchiana deduce che le omelie di costui saranno particolarmente soporifere (e pensare che una volta era uno dei rari e peggiori insulti) e maternamente lo ammonisce a occuparsi di cosucce più serie. Nessuno fa caso, negli altri commenti, che il “mestiere” del giovine non riguarda né le spiagge, né i notiziari, né le sperticate lodi ai volontari raccoglitori di spazzatura. Nessuno fa caso di come il giovine abbia perso tanto tempo a scrivere una roba che non leggeranno neppure i neocomunisti (solitamente autori di tali omelie laiche, che loro stessi si stufano di leggere) né le gattare annoiate. Era meglio il pretino che girava in moto o quello che costruiva i gunpla.
L'Algoritmo mi propone sempre più spesso video di gente che fa campeggio in solitaria in auto o furgoncino allestiti: evidentemente ha capito che non mi interessano solo le cose di chiesa, magari avrà dedotto che l'idea di girare in camper mi è funzionale al visitare santuari più o meno famosi. I suoi server avranno notato che mi soffermo sulle soluzioni tecniche e sugli scenari della natura, e salto quasi sempre tutta la parte in cui si preparano da mangiare e cenano. Che però dev'essere la parte più gettonata di quei video, specialmente quando non accompagnati da voce ma solo da sottotitoli. Guardare altri che pur in solitudine, stanno rinchiusi in un piccolo abitacolo in silenzio a prepararsi da mangiare, dev'essere qualcosa di rilassante. In una società frenetica dove quelli con la pancia piena passano il tempo a vantarsi di successi (più immaginari che reali), la confortevolezza è lo star da soli in silenzio a prepararsi da mangiare.
venerdì 30 gennaio 2026
Frattaglie - 31 - qui si parla dell'Algoritmo
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