venerdì 23 marzo 2018

"Hanno tradito don Giussani e Cristo"

Finalmente anche Negri si accorge di "coloro che, pur di fare pace col mondo, in Comunione e liberazione hanno tradito don Giussani e nella Chiesa hanno tradito Cristo". (Il Giornale, 23-3-2018)

Dispiace solo che il discorso è assai più ampio e generico, ma è già qualcosina.

5 commenti:

alphiton ha detto...

Direi che sono parole grosse quelle di Negri, quando parla di tradimento di Cristo. Si tratta di uno di quei grossolani giudizi a cui il presule emerito ci ha purtroppo abituati. Peccato che ua stagione così feconda per la Chiesa, in cui, in luogo di tutto il castello dogmatico, viene posto al centro l'annuncio kerygmatico rischi di essere vanificata dalle parole e dalle azioni di certi uomini di Chiesa che hanno fatto della rozzezza umana, intellettuale e teologica la cifra del loro modus operandi. I modi di tradire Cristo sono molteplici e la mancanza di carità fraterna che spesso è alla base di certi giudizi è uno di questi.

ciellino ha detto...

Sono decenni che era un po' a corto di coraggio, e gli viene solo adesso che è in pensione: pazienza. Riguardo al tradire Cristo ha ragione ma avrebbe dovuto essere un pochino più specifico sul chi e sul perché. Il motivo per non farlo è che a dire qualcosa di sgradito al pontefice regnante significa passare dalla parte dei buoni a quella dei cattivi - e c'è ancora gente che s'è legata al dito l'episodio di Negri in Eurostar che commenta salacemente le nomine episcopali mentre veniva nascostamente registrato da un giornalista del Fatto Quotidiano...

La mancanza di carità fraterna consiste anzitutto nel non chiamare errore l'errore. Si chiama accondiscendenza. Si chiama vivi e lascia vivere. Si chiama - con notevole equivoco di significati e di contesti - ubbidienza al papa. Si chiama in tanti modi ma basterebbe chiamarla ipocrisia, basterebbe chiamarla buonismo. E il buonismo ha un gran successo nella Chiesa perché coloro che sbagliano sono stati in qualche modo autorizzati a sentirsi offesi da chi glielo fa notare: è una pandemia di iper-suscettibilità, ultra-permalosità. Se ti capitasse di leggere i Vangeli, prova a osservare quante volte il Signore apostrofa con insulti particolarmente taglienti i farisei...

Ah! Bei tempi quando si poteva battere con furore sul chiodo dell'ubbidire al papa, e indicarlo come esempio ai ribelli e agli ipocriti. Ora siamo limitati a festeggiare che il pensionato Negri ha incredibilmente ammesso che nel movimento c'è gente che ha tradito Cristo.

alphiton ha detto...

Chi lo decide che uno o l'altro hanno tradito Cristo? Non è possibile che l'errore fosse prima? E poi perché sei sempre così apodittico nei tuoi giudizi (tipico parolone ciellino)? Se questo è il lascito della tua appartenenza a CL viene davvero il dubbio che qualcosa nel movimento e nella sua proposta educativa non fosse del tutto registrato. Forse essere esegeti dei testi di Don Giussani e non dei Vangeli che richiami in modo improprio è un grosso problema.
Il problema non è essere buoni o cattivi, ma essere disponibili a cogliere quello che un Pontefice propone alla Chiesa e ai fedeli e stai tranquillo che Francesco non è un Papa eretico e le pulci che gli vengono fatte sono su quisquilie. Il problema vero è il cambio di paradigma del rapporto Chiesa - mondo che Negri e nemmeno tu volete prendere in considerazione.

ciellino ha detto...

L'espressione "chi lo decide che uno o l'altro hanno tradito Cristo?" contiene un fondamento errato (quali "uno o l'altro"? Negri non aveva fatto nomi) e un errore di metodo ("chi lo decide": come se il tradimento fosse una cosa così sottile da richiedere un arbitro a dirimere la questione).

L'espressione "apodittico nei tuoi giudizi" è contemporaneamente un giudizio apodittico e una pretesa che l'interlocutore dimostri l'evidenza (cfr. Chesterton: "Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate...").

La domanda "non è possibile che l'errore fosse prima?" ancor prima che retorica è irragionevole perché rifiuta di riconoscere i frutti buoni.

Il giudizio del tutto gratuito sul "lascito dell'appartenenza" parte da quello stesso moralismo perbenista contro cui don Giussani non ha mai smesso di metterci in guardia e che ha infatti puntualmente rovinato tanta gente del movimento (per interi anni mi sono lamentato dei "ciellini imborghesiti", ed anche dei "giussanologi" finissimi esegeti dei testi di don Giussani e però incapaci di cogliere l'essenziale).

Riguardo al rapporto col Pontefice mi sia concesso di essere stufo dello scalciare d'asino in difesa di Bergoglio da parte di chi ha sempre trovato da ridire su Ratzinger, quantomeno per il fatto che a nutrire perplessità sul primo piuttosto che sul secondo sono persone ben più titolate del sottoscritto, e per ben più di "quisquilie". Uno dei tragicomici drammi del movimento è che dopo due anni di adulazione per El Jesuita da parte delle alte sfere, arrivò comunque la doccia fredda e una crisi che sta continuando ancor oggi. La chiamo adulazione, senza mezzi termini, perché la fedeltà al successore di Pietro esige talvolta silenzi e talvolta persino qualche onesta puntualizzazione, per evitare di ridurre la Chiesa ad un partito che parla per bocca del suo segretario (come il PCUS stalinista).

Infine, l'espressione "cambio di paradigma" è solo un sinonimo meno lugubre del concetto di "rivoluzione".

Luca Gili ha detto...

A proposito di tradimenti di Cristo: la vicenda di Alfie Evans sta rivelando i segreti di molti cuori.

https://it.clonline.org/news/attualit%C3%A0/2018/04/25/alfie-evans-liverpool-vita

"In questi casi, se è quasi impossibile tracciare confini certi (“fino a qui è terapia, oltre è accanimento...”), diventa difficile anche parlare, dire qualcosa che vada oltre il pur necessario ribadire le verità di fondo di cui si è smarrita l’evidenza - la vita è e deve restare inviolabile - per essere adeguato al dolore infinito dei genitori o all’impotenza sperimentata da chi quel bambino vorrebbe aiutarlo, e non può."

Sottolineo la luciferina insinuazione che sia impossibile tracciare il confine tra terapia e accanimento (quando i documenti pontifici distinguevano benissimo, almeno fino a ieri).

L'articolo prosegue con rumore per oscurare e nascondere il veleno.