domenica 1 agosto 2010

Ucciellino al Meeting 2010

Anche quest'anno ci gustiamo il Meeting di Rimini[1].

Il programma è interessante come sempre (basta evitare come la peste i noiosi[2] incontri di Unioncamere, quelli a base di finanza, fisco, eccetera). Quando non ci sono incontri di rilievo, si possono seguire le mostre.



Domenica 22 agosto 2010

Alle 15 in sala A1, incontro con la Rose Busingye del Meeting Point di Kampala: vale sempre la pena seguirla.

Alle 19 in sala A1, “teologia della liturgia”: presentazione del primo volume dell'opera omnia di Benedetto XVI. Non sarà una cosa leggerissima, temo, anche a causa della presenza di un vescovo[3]. Probabilmente sarò in sala A2, dove si presenta la mostra “Danzica 1980: Solidarnosc”. Sempre alle 19, al Caffè Letterario (sala D5) presentano, tra gli altri, un nuovo libro sulla vita di Rolando Rivi, seminarista e martire.



Lunedì 23 agosto

Alle 11:15 in sala A2, “il desiderio nella cultura classica”: potrebbe essere interessante. Ma quasi certamente sarò in sala A4 per la presentazione della mostra su Enzo Piccinini.

Da non perdere: alle 15 in sala A4 c'è un interessante incontro “Angli o angeli? Da Newman a Chesterton: un percorso nella cultura inglese tra letteratura e musica”. Purtroppo alle 15 al D5 c'è anche la presentazione del libro su Solzenicyn della Saràskina (l'assistente di Solzenicyn), della quale seguii un grande intervento due anni fa proprio al Meeting. A meno di imparare a bilocare nel frattempo, dovrò perdere uno di questi due...

Alle 17 in auditorium B7 ci sono il cardinale Erdö e il metropolita Filaret.

Alle 21:45 nell'arena D3 c'è uno spettacolo dedicato alla Maria Judìna, “la pianista che commosse Stalin”.



Martedì 24

Alle 11:15 in sala A1 un incontro con l'arcivescovo di Dublino su John Henry Newman. Mi dispiace dover perdere la presentazione, in sala A2, della mostra sul cuore della matematica. Ma forse correrò in sala A4 per il film documentario sulla vita della pianista Marija Judina.

Alle 15 al caffè letterario D5 si potrebbe seguire anche la presentazione del libro di Rondoni “Hermann. Una vita storta e santa puntata alle stelle”.

Imperdibile: alle 17, in auditorium B7 (ed in “meetingvisione” in ogni angolo, visto che l'auditorium sarà affollatissimo) c'è l'incontro di presentazione del Meeting tenuto dal don Pino (Stefano Alberto). Come da rigorosa tradizione ciellina, non sarà un “quantosiamobravi quantosiamobelli” ma al contrario sarà utile a chiunque per capire perché il movimento di Comunione e Liberazione c'è ed è vivo con tutta la sua baldanza.

Alle 19, al caffè letterario D5, Morresi e Roccella presentano il libro “La favola dell'aborto facile: miti e realtà della Ru486”.

Alle 20:30 in sala A4 la proiezione di “Volevo essere felice”, reportage biografico sulla vita di Enzo Piccinini.



Mercoledì 25

Questa è sicuramente la giornata più densa di tutte, mi toccherà sacrificare qualcosa...

Alle 11:15 nel salone B7 c'è l'incontro “Quale bene dalla scienza?” Sono in dubbio se seguire questo oppure se seguire in sala A4 “Letture, figure e musica”.

Alle 15 in sala A1 c'è un incontro con la Margherita Coletta. Ci andrei volentieri, ma vedo che in sala A2 c'è la presentazione dell'edizione in cinese[4] de “Il senso religioso” di don Giussani: assolutamente imperdibile, si potrebbe venire al Meeting anche soltanto per seguire questo incontro e ne sarebbe ampiamente valsa la pena.

Alle 19 in sala A2 c'è la presentazione della mostra sulla Flannery O'Connor.

Alle 19:45 nel teatro D2 c'è una rappresentazione tratta dall'epistolario della O'Connor, “L'ultima parola è dei pavoni”.

Alle 20, nella chiesa di sant'Agostino, padre Romano Scalfi celebra la divina liturgia in rito bizantino-slavo.

Alle 21:45 il film su Popieluszko in sala Neri.



Giovedì 26

Alle 11:15 in sala Neri un interessantissimo incontro col presidente internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre: “Guerra ai cristiani”.

Purtroppo alle 11:15 in sala A4 c'è un altro interessantissimo incontro: “Indagine sulla Sindone”.

Purtroppo, sempre alle 11:15, al caffè letterario D5 c'è un altro incontro sulla Flannery O'Connor... Insomma, padre Pio bilocava e io invece vorrei “trilocare”?

Alle 13:45 al padiglione B5 c'è Paolo Cevoli.

Alle 19 in sala Neri il don Max (Massimo Camisasca) presenta il suo libro “Padre - Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa?” Ho già letto il libro, ma mi è assai gradito risentire l'autore (con la scusa di presentare libri, al Meeting si spazia ampiamente).



Venerdì 27

Ci sono vari incontri che potrebbero essere interessanti (il buddista affascinato da don Giussani, alle 11:15 in sala B7; la presentazione di un audiolibro su padre Pio, alle 15 in sala A4; un libro sul curato d'Ars, alle 15 al D5; “Vita tra scienza e filosofia”, alle 19 in sala Neri; la rassegna di reportage “Cristiani in Iraq” alle 19 in sala A4; “Milano è una cozza” di Doninelli presentato alle 19 al D5), ma probabilmente per me sarà la giornata da dedicare alle mostre.



Sabato 28

Alle 11:15 nel salone B7 l'incontro “Io e tu: un binomio inscindibile”.

Alle 15 in auditorium B7 conclusione del Meeting con la presentazione (postuma) del libro di don Giussani “L'io rinasce da un incontro”.



Mostre

Le mostre sono visitabili tutta la settimana. Qui elenco quelle che considero imperdibili:
  • sull'Ulisse dantesco, al padiglione A5
  • mostra su Flannery O'Connor, al padiglione A3
  • il portico della gloria della cattedrale di Santiago de Compostela, al padiglione A3
  • mostra su santo Stefano d'Ungheria, al padiglione A5
  • Danzica e Solidarnosc, al padiglione C5
Ci vediamo al Meeting!


1) Qualche brevissima nota ad onta dei “cattolici al di sopra delle parti” (cioè delle parti che non siano le loro comode parti) e di coloro che ostentano indifferenza. Quando con disprezzo lo chiamano “il meeting di Comunione e Liberazione” dimenticano che nel panorama cattolico non esiste niente di simile; sarebbe bello vedere altre realtà ecclesiali “non cielline” fare qualcosa di altrettanto grande (per spessore religioso, culturale, sociale, economico, politico, scientifico, eccetera, oltre che per partecipazione di popolo) ma... quanto dovremo aspettare? Per analogia, se si trattasse di un bel film, certi sedicenti cattolici “al di sopra delle parti” (cioè pregiudizialmente avversi a CL) esclamerebbero qualcosa come: «non posso vedere quel film perché lo trasmette la TV del Berlusca ed io non sono Berlusconiano». Qualche giorno fa, per la centesima volta, uno addirittura mi opponeva il fatto che nel Meeting non si fanno incontrini di preghiera con canzonette chiesastiche, come se il cattolicesimo consistesse solo in quello senza includere uno sguardo aperto a tutta la realtà.

2) Li considero noiosi. Si può anche non essere d'accordo con me.

3) Salvo rare eccezioni, come mons. Negri, considero generalmente assai soporiferi i vescovi. Talvolta non ne hanno colpa: essendo sempre nel mirino, non possono permettersi di parlare liberamente...

4) «Se c'è un posto dove bisogna andare a far conoscere Cristo, è la Cina, perché quelli sono come noi, stanno aspettando la stessa cosa che conosciamo noi, ma nessuno glielo dice» (appunti dal film documentario L'ultimo ponte).

11 commenti:

Gabriele ha detto...

Ormai leggere questo blog per me e' diventato come leggere la Bibbia ... ovvero lo faccio poco ma dovrei farlo tutti i giorni

HI hi hi. Gabriele da Tokyo

Hayal'el ha detto...

Ci vediamo al meeting allora.

N.B. A dire il vero ci siamo sicuramente già visti l'anno scorso solo che io non sapevo che "quello lì" eri proprio tu, come tu non sapevi che "quello lì" ero proprio io.

ciellino ha detto...

E' difficile trovare un "quello lì" tra decine (centinaia) di migliaia di persone. Posso dare un indizio: ero uno di quelli con la piadina alla nutella...

Gab, non so se sia peggio leggere la Bibbia o leggere un blog! (1 2 3 4 5 6).

Anonimo ha detto...

Teeeeeec!

francofil ha detto...

A quando una solenna messa tradizionale al Meeting? E dire che a Rimini c'è una bravissima comunità "il cenacolo" che cura una liturgia bellissima ...
Ciao
Franco

ciellino ha detto...

Al Meeting, almeno fino a quest'anno, non ci sono celebrazioni liturgiche. Il motivo principale è la mancanza di spazio fisico; potrebbe però esserci anche qualche altro motivo indipendente dall'organizzazione.

Saremmo tutti felici di poter partecipare alla Messa all'interno delle strutture del Meeting (per ora siamo costretti a varie acrobazie, in chiese affollatissime, prima di entrare in fiera al mattino). Con tutti i sacerdoti che circolano al Meeting, si potrebbe avere una messa ogni 20-30 minuti tutti i giorni. Considerando poi la quantità di preti del movimento che celebrerebbero volentieri la forma straordinaria... sulla stampa e nelle curie si scatenerebbe un putiferio che è alquanto divertente da immaginare.

Anonimo ha detto...

Sul solito Avvenire c'è un articolo che elogia proprio gli incontri che tu dicevi di scansare come la peste...

ciellino ha detto...

La peggior pubblicità al Meeting è ovviamente quella dei media, concentrati come sempre sul teatrino della politica. Le immagini del Meeting (dove si vedono folle di giovani, bambini e mamme con figli nel passeggino) non ispirano la domanda più ovvia: "perché?"

Cosa ci farebbe tutta quella gioventù ad un "ritrovo politico di un movimento che fa politica"?

Il telespettatore e il lettore di giornale sono talmente imbottiti dello stupidario mediatico che la domanda non se la pongono, giacché la loro priorità è chiarire a se stessi quanto sia "berlusconiano" il Meeting. Che noia. Basta andarci di persona per capire che il Meeting non è un "mostro".

Anonimo ha detto...

Certo, non avevo mai pensato al motivo per cui al Meeting non ci sono almeno 2 Sante Messe al giorno, non sarebbe effettivamentedifficile organizzare un posto all'interno della Fiera adibito a tal scopo.

Mi informerò nei prossimi giorni sperando di trovare spiegazioni convincenti e nel caso dare suggerimenti in tal senso.

Da "vecchio" ciellino effettivamente mi dispiace parecchio che, almeno ufficialmente, non si sia dato risalto all'atto principale (almeno finora) di papa Benedetto del suo pontificato e cioè del Motu Proprio Summorum Pontificum.

In cuor mio, forse ingenuamente, speravo che il movimento decidesse di celebrare le Sante Messe della comunità (che comunque sono aperte a tutti) esclusivamente in Rito Antico. Sarebbe stato un aiuto formidabile al papa e all'intera Chiesa oltre a rivitalizzare l'intero movimento.

Don Carron invece non ha colto finora questa immensa opportunità (o forse gli è stato "consigliato" di non seguirla).

Di fatto, purtroppo non si è seguito l'invito papale e me ne duole immensamente.
Misteri, per me. Dolorosi, perchè personalmente, da quando ho scoperto la Messa Antica, ho scoperto un mondo infinito di Bellezza che mi viene da piangere a pensare all'attuale, sciatta, liturgia eucaristica, allo scempio che è stato fatto dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II.


Quanto ai nostri preti, di quelli che conosco io, alcuni (i più giovani) sono favorevoli al rito antico, i più anziani (ordinati nel 60-70) no.

Scusami per aver invaso il tuo blog e ci vediamo al Meeting (dove starò 3 giorni).

Ciao, Basemarom.

ciellino ha detto...

I preti di CL sono generalmente favorevoli alla "Messa tridentina", salvo quella fascia di preti ordinati nel periodo della contestazione (dalla fine degli anni sessanta fino agli anni ottanta e oltre).

Ne parlai a suo tempo scoprendo poi che diversi preti giovani di CL già la celebravano (per lo più "in privato", per pochi amici o per i propri studenti).

Quello che viene fuori dalla libertà dei singoli è certamente più solido e duraturo di quel che può venire fuori da un'indicazione di ubbidienza (anche se proveniente dallo stesso Carròn).

Attualmente non ci sono alternative (ci manca solo di sentire in TV la cagata del secolo intitolata "CL si converte a Lefebvre").

Sul resto ti rispondo stasera o domani, sul pericolo della "clericalizzazione" del Meeting e delle spedizioni di autonominati "animatori".

ciellino ha detto...

Fatto.