“Ci vuole un mondo migliore, bisogna immedesimarsi l'uno nell'altro, preservare l'unità, papafrancé-papafrancé, l'amicizia sociale, un incontro che moltiplica gli incontri, liberare la cultura dalla prepotenza, volémose bene, servono pionieri coraggiosi, cari giovani siete tanti, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell'intera realtà…”
Tutto molto bello ma… è una predica. Cioè a non ascoltare non ti sei perso nulla. La farcitura di citazioni (per lo più bergogliesche) non ne aumenta il valore (ma consente ai nostri di scrivere qualche commento trionfale).
Uno va la domenica a Messa e affida a Dio la propria sofferenza nel dover ascoltare la sagra delle cazzate dal pretonzolo di turno. Però, dai, è solo un emerito pretino di periferia in una chiesetta di periferia: da qualche parte la Chiesa starà meglio, dai. Poi va in scena al Meeting un agognatissimo Timbro Ufficiale per il movimento (“ci ha richiamati al carisma del Giuss”: già vedo milioni di nuovi iscritti alla Fraternità) con tanto di tour dell'elettropapamobile e di bagno di folla ciellina; l'autore trionfalmente scrive che Magnifica Humanitas ha rilanciato la dottrina sociale (era evidentemente ubriaco).
Non so, qualcosa mi puzza. Pareva quasi una sottile e ben mascherata invettiva anti-Vannacci, se non il solito trito buonismo ma in vesti più eleganti del pretastro di cui sopra. Quando dei diversamente italiani mettono a ferro e fuoco il Bel Paese, quando si moltiplicano violenze anticristiane, blasfemie e sacrilegi, l'ultima cosa che serve alle vittime è la solita solfa del volémosebbène. Quando la cultura dal dopoguerra a oggi è saldamente in mano a nemici della ragione e della fede, non ha molto senso parlare a nuora affinché suocera si senta almeno un pochino in colpa di essere prepotente. Ed il “tuffarsi nell'intera realtà” (ha dimenticato “secondo la totalità dei suoi fattori”) fa parte del DNA del movimento, e comunque il festival delle astrazioni lasciamolo alle soporifere riviste della sinistra ecclesiale e ai volantini della CdO.
Nell'epoca in cui ogni parola e ogni immagine vengono banalizzate dai media e dai social, occorrerebbe parlare e mostrarsi il meno possibile, e farlo solo per ciò che è veramente urgente e necessario. Distribuire prediche fumose e astratte che non ti lasciano niente (se non l'impressione di aver subìto l'ennesimo diluvio di riempitivi), è solo un contribuire a quella banalizzazione.
domenica 23 agosto 2026
Il riempitivo
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